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All'improvviso la felicità di J. Courtney Sullivan


Quando Marilyn Monroe cantava "Diamonds are girl's best friend" nel film del 1949 "Gli uomini preferiscono le bionde" stava facendo qualcosa di più che cantare una hit destinata a vivere per sempre.
Cantava il desiderio delle ragazze di quell'epoca di avere un diamante al dito, ma, più ancora, cantava la tendenza, nata proprio in quegli anni, di identificare l'amore eterno con una pietra dal bagliore che difficilmente può passare inosservato.

"All'improvviso la felicità" (Garzanti) di J. Courtney Sullivan racconta tutto questo, dalla nascita al radicamento della passione per i diamanti, attraverso quattro matrimoni scanditi dalla presenza di un solo anello, bellissimo, immobile nel tempo, ma ogni volta rappresentativo di un amore unico.

Evelyn porta al dito la promessa di suo marito Gerald e sogna di poter regalare, un giorno, quel piccolo tesoro alla madre delle sue amatissime nipotine. Eppure, non riesce a dimenticare un altro anello, più modesto, senza diamante, che un giorno lontanissimo Nathaniel le donò...

James farebbe di tutto per poter ridare a Sheila quell'anello che le è stato rubato, ma, col suo lavoro di paramedico, non può permettersi qualcosa di più che una scheggia di diamante. James ha il cuore buono e, nonostante il suo lavoro gli faccia incontrare tutti i giorni la malattia e la morte, sa ancora conservare l'umanità necessaria per tentare, fino all'ultimo, di salvare una vita umana. E succede così anche quando incontra un'anziana donna, molto benestante, che lo pone di fronte ad uno dei dilemmi più importanti della sua vita...

Delphine e P.J. hanno tutto quello che si potrebbe desiderare: bellezza, successo, soldi e li unisce un amore così folle che porta Delphine a lasciare il marito a Parigi e partire per New York con lui. Ma questi sembrano solo dettagli, perché Delphine ha anche un anello al dito, bellissimo, che appartiene alla madre di P.J. e che lui le ha donato come simbolo del suo amore. O meglio, glielo ha donato perché un diamante è simbolo di un amore che si vorrebbe eterno, sebbene lui non sia proprio sicuro di sapere quanto duri l'eternità del suo amore per lei...

E poi c'è Kate, che da sempre combatte contro tutto ciò che i diamanti rappresentano, contro il loro commercio, contro l'idea che la società ha di questa pietra, contro lo stereotipo di donna che dovrebbe indossarla. Però suo cugino Jeffrey si sposa e ci tiene ad affidarle il compito più importante: ritirare e custodire i due preziosi anelli nuziali. Quando Kate apre le scatoline della gioielleria, si trova davanti due diamanti dalla luminosità abbagliante...

Su tutte le storie, quella di Mary Frances Gerety, giovane pubblicitaria dell'agenzia N.W. Ayer, che alla fine degli anni '40 per la De Beers inventò lo slogan del secolo "Un diamante è per sempre".
Mary Frances morì nel 1999 con la consapevolezza di aver cambiato un'epoca, di aver regalato alle donne qualcosa da ammirare e qualcosa da regalarsi, indipendentemente dal matrimonio e da un uomo, come status del proprio successo personale.

Io non sono immune ai diamanti...

"All'improvviso la felicità" mi ha dato l'impressione di quelle storie d'altri tempi - quelle che poi si rivelano senza tempo - che mi lasciano qualcosa di grande dentro, come se il cuore si espandesse in tutte le direzioni possibili, dimostrando che davvero può farlo, anche quando pensiamo che non ne sia capace.
J. Courtney Sullivan ha saputo intrecciare così bene le vite dei protagonisti al punto che, fino all'ultimo momento, non sono riuscita a sciogliere i nodi se non quando ormai la storia mi ha rivelato le soluzioni.
Un libro che mi fa pensare a come si possa sviluppare la storia - anche quando non sto leggendo - è una sfida che ogni lettore dovrebbe porsi.


[Come potete vedere dalla foto qui sopra,  nemmeno io non sono immune al fascino dei diamanti...
In realtà, non cerco proprio di resistere e, fortunatamente, il mio fidanzato non ha avuto problemi ad accontentarmi, diverse volte per giunta, seguendo diversi tagli e montature... Lo so, sono esagerata, ma mi consola il fatto di non essere l'unica ad avere questa passione!].

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