Passa ai contenuti principali

La gente felice legge e beve caffè di Agnès Martin-Lugand


La gente felice legge e beve caffè.
Voi vi sentite nella posizione di dissentire?
Io proprio no!

Non se la sente di dissentire nemmeno Diane la protagonista del libro di esordio di Agnès Martin-Lugand che si intitola appunto "La gente felice legge e beve caffè" [Sperling & Kupfer] che chiama così il suo caffè letterario, a Parigi.

Fin dalle primissime pagine, capiamo che non sarà un percorso facile, quello di Diane, perché il percorso per uscire dal dolore non è mai facile. E, soprattutto, non è mai standard.
Perché non ci sono due dolori uguali, così come non esistono due amori uguali.

Diane subisce un grave lutto che la spoglia di qualsiasi voglia di vivere e di tutti i progetti per il futuro. Eppure, qualcosa batte ancora, nel profondo del suo animo ed è da quel battito che Diane riparte.
Lascia tutta la zavorra che la tiene ancorata ad una realtà che non sente più sua e parte per l'Irlanda.
Lì trova una vita completamente diversa, incontra persone con sentimenti semplici che vanno a riempire il grandissimo vuoto che ha dentro.

Per il cuore di Diane, invece, il discorso è diverso.
Edward non è una persona semplice e Diane ha troppi pezzi da rimettere insieme per riuscire a gestire anche lui. Eppure...


"La gente felice legge e beve caffè" è il primo libro di Agnès Martin-Lugand che, prima di diventare scrittrice, era una psicologa. Questo libro è stato rifiutato da quattro editori, prima che l'autrice si decidesse ad autopubblicarlo su Amazon per 0.89 centesimi. In pochi mesi, l'ebook ha venduto 8500 copie. Solo allora, l'editore Michel Lafon l'ha contattata per acquisire i diritti che, ad ora, sono stati venduti in 18 Paesi e si sta anche lavorando ad una versione cinematografica.

La delicatezza della storia cattura e i sentimenti descritti da Agnès Martin-Lugand hanno una profondità che ritroverete anche nelle pieghe più protette del vostro animo. Tanto che, arrivati all'ultima pagina, resta ancora la voglia di parlare con Diane, di chiederle come sta, di sapere come andranno i suoi progetti e, se fosse possibile, chiederei all'autrice di continuare a raccontarci questa storia dalle tinte così affascinanti.

Si sa, per essere felici, a volte, basta leggere e bere caffè.

Commenti

Ti potrebbero interessare anche:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Post popolari in questo blog

Recensione: Il pianto dell'alba di Maurizio de Giovanni

Considerate adesso un colpo di vento. Consideratelo nel momento della sua nascita, in una terra remota, ignaro della strada che dovrà percorrere, fatta di notte e di mare.
Un amore durato tredici anni può scomparire semplicemente scrivendo fine sull'ultima pagina? Che abbiate esperienza d'amore o no, la risposta non potrà essere positiva, perché il cuore non è una luce che si accende e si spegne senza lasciare strascichi più o meno evidenti del suo passaggio. Con mille scintille che ancora sprizzano di tanto in tanto, il mio cuore ha letto "Il pianto dell'alba" di Maurizio de Giovanni [Einaudi], ultimo capitolo della serie dedicata al commissario Ricciardi.
Dopo tredici anni e tredici libri, lo scrittore ha immaginato una conclusione per le vicende dell'amatissimo personaggio - amatissimo da me, dai suoi lettori e anche da lui, è evidente - del commissario già barone di Malomonte, Luigi Alfredo Ricciardi. Lo ritroviamo un anno dopo la conclusione de "Il p…

Recensione: Disperata e felice di Julia Elle

Quando ho saputo di essere incinta, ho pensato che, nei restanti sette mesi, probabilmente avrei letto di tutto e di più su gravidanza, parto, allattamento con annessi e connessi. Sapete quanti libri ho letto? Zero. Se non mi avessero regalato il classico librone sulla gravidanza, probabilmente sarei ancora ignorante su certi meccanismi (e forse sarebbe stato meglio così, chi può dirlo) e, anche quello, lo aprivo solo in vista delle scadenze mensili, poi lo seppellivo sotto i risultati delle analisi, le ecografie e i depliant dei vestitini per neonati.
Quando è nata nostra figlia ho detto a mio marito che da quel momento avrei potuto leggere qualche libro sulla maternità, sul metodo Montessori, sullo svezzamento alternativo.  Indovinate quanti libri ho letto? Zero. Alla fine ho dovuto ammettere che mi rifiuto di leggere i libri scritti da mamme/per le mamme/con le mamme/a favore delle mamme/grazie alle mamme/viva le mamme. Non è un pregiudizio, è che mi mette ansia sapere che magari …