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Epifanie, il progetto fotografico di Biasiucci nel LAB con 8 giovani fotografi

Antonio Biasiucci, l'ultimo in alto a sinistra, con i fotografi di LAB

Viviamo in un'epoca dallo scatto facile, quasi obbligatorio, e lo dice una che spesso prende "appunti visivi" anche mentre cammina per strada [per la somma gioia del mio fidanzato o di chiunque passeggi con me...].
Forse Man Ray o Robert Doisneau, se fossero vissuti oggi, non avrebbero avuto uno smartphone o una Reflex, oppure sì, ma la differenza sarebbe stata altrove, in ogni caso.

È lo sguardo o, più ancora, "la visione" che rende dei semplici scatti delle fotografie degne di essere definite arte. O almeno, così la penso io.


"Epifanie" è la visione di una mostra con 8 progetti fotografici di 8 giovani fotografi che, negli ultimi 2 anni, si sono riuniti attorno ad Antonio Biasiucci nel LAB/per un laboratorio irregolare. Due anni fa Antonio Biasiucci ha voluto condividere la sua idea di laboratorio, nata dall'esigenza di trasmettere un'eredità e di consolidare sul territorio un vero e proprio metodo di lavoro per i futuri artisti e per la città. Il laboratorio ha come scopo la produzione di un progetto personale: intenso, intimo, con un costante approfondimento del tema.
Ecco le parole degli 8 fotografi:
Siamo otto giovani fotografi: Ilaria, Fulvio, Chiara, Giuliana, Cristina, Susy, Luigi e Claudia. Insieme abbiamo seguito un laboratorio con Antonio Biasiucci. Per quasi due anni ci siamo incontrati a Napoli, nel suo studio in pieno centro storico, ognuno con un proprio progetto di ricerca. In questo intenso e bellissimo periodo Antonio ci ha donato il suo tempo: intorno ad un tavolo, ogni volta riempito di fotografie e provini e parole, ci siamo raccontati. Veniamo tutti da esperienze diverse, ma il laboratorio ci ha posto in uno spazio condiviso, ha rafforzato in noi il sentimento e la coscienza di un'origine comune che, con il tempo, è diventata catalizzatore per la nascita di un gruppo, solido e coeso. Così ogni singolo progetto è cresciuto insieme agli altri, attraverso il confronto costante. In questo modo nascono le nostre EPIFANIE. E da qui il nome della nostra collettiva.
In ogni luogo di Ilaria Abbiento; 1:1 di Fulvio Ambrosio; 18 miglia di Chiara Arturo; Zero di Giuliana Calomino; Abbecedario di Cristina Cusani; Uno sguardo familiare di Susy D'Urzo; Sudari di Luigi Grassi; Una visita privata di Claudia Mozzillo: questi i titoli degli otto progetti che non vedono l'ora di manifestarsi, così come è proprio alle epifanie.


Qual è la particolarità di Epifanie?
Per realizzare un progetto, purtroppo, non bastano le idee, per quanto brillanti possano essere.
E quindi, per reperire i fondi necessari per la mostra - che avrà luogo a fine aprile nella Sala delle Prigioni di Castel dell'Ovo a Napoli - si è pensato al crowdfunding che, in breve, è la raccolta collettiva di denaro che, per le cifre più alte, contempla un ritorno simbolico (di solito in materiale relativo al progetto).

Per partecipare con una donazione - si parte da 5 euro - basta cliccare su questo link qui e dare un'occhiata alle foto dei diversi progetti. Sulla pagina Facebook, poi, si accede ad altri contenuti come foto e video.
Mancano 21 giorni alla chiusura della raccolta e meno di 2 mila euro per realizzare qualcosa di veramente bello.

Biasiucci alla presentazione del progetto, il 19 marzo al MADRE di Napoli.
Questo non è e non vuole essere un articolo giornalistico, pur avendo io tutte le carte in regola per scriverlo, tipo tesserino, iscrizione all'albo e quisquilie simili.
È la segnalazione di un progetto - la mostra - che racchiude otto semi di arte che vorrei che sbocciassero.
Chi mi conosce sa che non avrei in alcun modo potuto resistere all'originalità di questa ricerca artistica e di fondi per finanziare delle idee che, non potrebbero mostrarsi, se non così, sotto forma di fotografie.

[impazzisco per cose semplici, ma lasciatemelo passare, vi prego...]

E il discorso dei giovani che devono essere appoggiati, incoraggiati, sponsorizzati, c'entra poco, anche perché i fotografi sono più o meno miei coetanei e io non ho il potere - pur volendolo! - di fare ciò.

Il discorso è quello che, se non parlo di cose belle, di cose che fanno stare bene [credere in un progetto fa stare bene, ve lo posso assicurare!] dovrei cambiare il nome del blog perché non mi leggereste davvero nel pensiero!

Detto questo, non vedo l'ora di ammirare tutte queste foto esposte in una delle location più belle che io abbia mai visto.



P.S.: il fatto che Susy D'Urzo sia di Torre del Greco come me e che abbia avuto il pensiero di presentarmi il progetto, per me è una vera epifania, credetemi... :-)

P.S.2: per i fotografi di Epifanie: chiunque di voi voglia essere ospitato con foto e progetti su questo mio spazio, a me fa piacere, basta chiedere! :-)

Commenti

  1. "credere in un progetto fa stare bene" è proprio vero. Grazie per la condivisione del progetto sul tuo blog. Il crowdfunding puo' dare una grande mano ai progetti dei nostri territori. Il lab dimostra che si puo' fare.
    grazie,
    maurizio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Prego, Maurizio, figurati! Siete i benvenuti e qualora voleste pubblicare delle foto qua, sarà sempre un vero piacere [vedi il tag poesia, dove con dei testi poetici ho ospitato già 2 fotografi]. Quello che ho scritto è vero: mi piace parlare di cose belle e questo progetto è una di queste. E credo che il crowdfunding potrebbe essere uno dei veicoli per realizzare piccoli e grandi sogni come questo, quindi... che crowdfunding sia! ^__^

      Elimina

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