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Dedica Segreta di Roberto De Simone

Vergine Addolorata, Giovan Battista Salvi 

Alla sconosciuta che da cinquemila anni sostiene sul suo petto il peso delle bocche di tutti gli imperi del mondo. 

A lei, quando le tolsero la corona regale e la deportarono lontano lasciandole il solo nome di Ecuba o di Isabella.

A lei, quando violarono la verginità del suo utero profetizzante la follia degli uomini come Cassandra o una qualsiasi donna del Salento perché posseduta dalle sue stesse catene.

E a lei, sempre negra e schiava come un’africana perchè bruciata dal sole dei campi dove il suo sudore ha resuscitato ogni anno il ritorno del grano. 

A lei, quando le uccisero il figlio in guerra o sulla croce per soddisfare solo alla gloria del Padre.

Ancora a lei, quando fu rapita dai turchi e venne portata al Serraglio per saziare la libidine del Gran Signore. 

Ugualmente a Roma o Parigi dove lo stesso luogo più civilmente era detto "bordello".

Sempre alla stessa che, nei secoli passati tentava di guarire i suoi mali con le erbe mediche dell’incantesimo. 

E allora il Santo Uffizio la bruciò viva per un milione di volte dopo averla torturata con la frattura di tutte le sue ossa.

E sempre a lei, che oggi vive a Casatori di Salerno o in un altro paese contadino, dove come bracciante agricola si leva alle cinque del mattino e si ritira alle sette di sera per il rame di una moneta bucata. 

E interrogata sul perchè non si rivolge ai sindacati risponde che non può, altrimenti perde anche l’usura di quel poco metallo già così logorato. 

E infine a lei che, costretta a lasciare le campagne, oggi vive a Napoli in via Petrarca o in via Manzoni. 

Qui fa la cameriera guadagnando i soli cocci delle sue lunghe giornate.

Talvolta la figlia della sua signora, travestita da rivoluzionaria le dice:- Maria, puliscimi le scarpe.- 

E lei ubbidisce perché l’altra non sa che da sempre e solo lei è la Madonna.



Roberto De Simone
Dedica Segreta

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