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Vetro: intervista a Margherita Remotti

Margherita Remotti, autrice di "Vetro"
Il romanzo "Vetro" mi ha fatto riflettere per parecchi giorni dopo averlo letto, così ho voluto indagare. Ogni indagine dovrebbe partire dall'inizio, e quale inizio migliore se non andare alla fonte del libro?
Ho intervistato l'autrice, Margherita Remotti. Nata a Caserta, Margherita vive tra Milano e Roma ed è attrice e scrittrice. In passato ha scritto per diversi anni di arte e design sulle principali testate nazionali e ha pubblicato testi e racconti sulla rivista "Sud" e il webmagazine "Torno Giovedì". Membro dell'Actor's Center di Roma, più di recente è protagonista di spettacoli teatrali e di lungometraggi e cortometraggi presenti in diversi festival internazionali. Già autrice del racconto Vampire per Lite-Editions. "Vetro" è il suo primo romanzo.

Come e quando è nata la passione per la scrittura?

Più che di passione, parlerei di bisogno di raccontare, di mettere letteralmente nero su bianco emozioni, sensazioni, fatti, come se condividendoli diventassero più reali. C’è la voglia di vivere altre storie, altre vite, o forse sempre la stessa ma una seconda, e poi una terza e una quarta volta, per guardare nei dettagli, per osservare una nuova realtà da diversi punti di vista. Scrivere è sempre stato questo per me: entrare dentro nuovi mondi, dentro altre stanze e mettermi a esplorare, a ascoltare. 

Come coniuga il suo essere attrice con il suo desiderio di scrivere?

Anche se non è sempre facile concedermi il tempo e lo spazio per scrivere tra i vari impegni del mio lavoro di attrice, le due cose si alimentano a vicenda. Il desiderio è univoco: quello di esplorare la realtà di altre vite, che siano personaggi da interpretare come attrice, o qualcuno nato dalla mia immaginazione cui do vita con la scrittura. È sempre un modo per creare essere viventi simili a noi, con paure, desideri, fragilità, conflitti, emozioni e passioni. È questo che mi entusiasma. Certamente il lavoro di attrice, un’esplorazione continua dei personaggi attraverso i cinque sensi e le emozioni, un viaggio compiuto momento per momento nella realtà che li circonda, mi fornisce moltissimi spunti su cui poi costruire le storie che decido di mettere su carta. 


Dove è nata l’idea di "Vetro"

"Vetro" è una storia che avevo in mente da parecchi anni. L’idea è nata in un momento di grande cambiamento della mia vita. Dovrei dire di crisi, ma la crisi è sempre una grande occasione per scoprire cosa realmente siamo capaci di fare. Il vetro, in natura, è l’unico materiale liquido che mantiene un aspetto solido. Questo mi ha colpito parecchio e ho voluto usarlo come metafora per raccontare una trasformazione, una crescita. E un modo per dire che la realtà può essere diversa da come ci sembra, per guardare al di là delle apparenze e capire che ogni istante è un’opportunità per scegliere il nostro percorso, per muoverci verso ciò che più ci appartiene. 

Quali sono, se ci sono, le scrittrici/gli scrittori a cui si ispira?

La mia scrittrice culto è Marguerite Yourcenar. La sua maestria nell'andare così in profondità, la sensibilità estrema verso ogni aspetto dei personaggi, l’acutezza, l’intelligenza con cui indaga, e il coglierne alla fine quel lato spirituale fondamentale, restano per me un punto di riferimento assoluto. La sua grandezza è ogni volta una riscoperta della caducità e dell’immensità della vita. Assieme a lei, altri grandi come Milan Kundera, Philip Roth, Joseph Roth, Marcel Proust, Simone de Beauvoir sono una fonte d’ispirazione inesauribile. Ho amato molto i primi romanzi di Banana Yoshimoto, con le loro atmosfere rarefatte e essenziali, e anche gli ambienti intimi di Hanif Kureishi. Una scrittrice italiana dei nostri tempi che ammiro molto, poi, è Margaret Mazzantini

Dopo "Vetro", a quali progetti sta lavorando?

Attualmente sto lavorando a una commedia con cui sarò in scena a Milano a metà dicembre (il 13 e 14 alla Fabbrica del Vapore). Un testo originale e molto intenso scritto da Fernado Coratelli, messo in scena con la regia di Luca Busnengo. In primavera avrò la fortuna di fare parte del cast del nuovo film di Fabrizio Giordani, "Il tempo negato", un progetto molto importante che affronta il tema cruciale della violenza sulle donne. Intanto, sto già pensando al secondo romanzo. Al centro ci sarà sempre una figura femminile, forse più di una, e prenderò in considerazione un periodo di tempo più ampio di quanto fatto con "Vetro". Ma non voglio aggiungere altro per ora, voglio solo mettermi in ascolto. 

Buon ascolto, Margherita!

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