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Palazzo Sogliano di Sveva Casati Modignani


Come si fa a scrivere la recensione di un libro che parla della propria città?
Della propria amatissima città?

Me lo chiedo da circa tre settimane, esattamente da quando ho finito di leggere "Palazzo Sogliano" [Sperling & Kupfer] di Sveva Casati Modignani.
Il libro narra le vicende della famiglia Sogliano, stirpe di corallari di Torre del Greco con segreti e rivelazioni, come ogni grande famiglia che si rispetti.

Ma più di tutto, Sveva Casati Modignani tesse la trama del mondo misterioso e affascinante del corallo.
Per i non torresi, potrebbe risultare addirittura spiazzante scoprire che da secoli un'intera città affonda le sue radici più profonde, quelle più vere e calde, nel corallo.
Ma per chi, come me, è nato e cresciuto a Torre del Greco, in una famiglia torrese DOC con qualche collegamento antico (ma manco troppo) con il corallo, è cosa nota, quasi ovvia, che storicamente la città ricavava dal mare il suo sostentamento sotto forma di questo materiale che non è vegetale né animale e che per questo raccoglie attorno a sé tutta una serie di leggende, miti e credenze a cui è difficile non prestare attenzione.
Il corallo racchiude in sé il fascino del mare e il mistero di una natura in bilico tra il regno minerale, vegetale e animale. Infatti, non è un minerale, anche se sembra una pietra, non è un vegetale, anche se ha l'aspetto di una pianta, non è un animale, anche se nasce dalle secrezioni di milioni di minuscoli polipi che gli conferiscono robustezza e il colore del sangue.
Così, la mia curiosità circa questo libro - scritto da un'autrice milanese ma che a Torre ha amici e vi ha soggiornato diverse volte - è cresciuta enormemente. Risultato: 518 pagine in pochi giorni.

La famiglia Sogliano viene presentata come un compatto complesso di relazioni affettive difficilmente scindibili dal commercio di un prezioso che vale come e più dell'oro (il corallo è detto appunto "oro rosso").
Ma quello che più mi ha reso felice  - sì, proprio felice! grazie signora Sveva Casati Modignani! - è stata la perfetta descrizione del senso dell'onore che regola ancora oggi i rapporti tra alcune delle famiglie più antiche della città e dell'orgoglio come atteggiamento proprio di una città che è stata messa in ginocchio tante volte - ed è in ginocchio anche adesso - ma che ha sempre saputo rialzarsi e speriamo non abbia perso la memoria e sappia rialzarsi ancora.
Lì erano nati i gioielli di un'imperatrice, di alcune regine e delle principesse di casa Savoia. E poi oggetti di culto, come rosari, ostensori, croci, presepi in miniatura e ancora candelieri, boccali, agorai, uncinetti e culle per gli eredi al trono di qualche famiglia regnante. Ora il Paese attraversava un periodo di crisi, ma quante altre difficoltà avevano affrontato i Sogliano nel corso di duecento anni? Ne erano sempre usciti a testa alta.
Non ho gradito, invece, il riferimento - seppur molto veloce e tramite l'escamotage di far fidanzare il più giovane dei Sogliano con la figlia dell'armatore truffatore - alle vicende economiche che attualmente hanno ridotto sul lastrico migliaia di famiglie torresi. Non mi è piaciuto forse perché questa storia di truffa è troppo recente e tragica per poter essere inserita in un libro come questo, che racconta dello storico amore per il corallo e di quell'animo torrese che dovrebbe essere più forte di qualsiasi crisi. Dovrebbe.

Per settimane il libro è stato in testa alle classifiche dei libri più venduti in tutta Italia e non è solo perché i torresi sono sparsi ormai in tutto il mondo (è provato e documentato che pure se andate a Shanghai o a New York, per strada, incontrerete qualcuno di Torre del Greco).
La scorsa settimana c'è stata la presentazione di "Palazzo Sogliano" al Circolo Nautico di Torre del Greco ed è intervenuta anche la scrittrice. Ma io purtroppo - per la storia dei torresi sparsi in tutto il mondo, appunto - non ho potuto partecipare.

Se ci fossi stata, avrei voluto consigliare questo libro come libro di narrativa nelle scuole torresi di ogni ordine e grado. Potrebbe essere veramente utile ai giovani conoscere il coraggio e la fierezza del passato per risollevarsi dal degrado e dalla sottomissione attuale.
Il corallo è fatica, ma è anche bellezza, fantasia, arte. Il corallo non è una cosa, è un sogno che vive nella mente e nel cuore.
I torresi si risollevano. Basta solo ricordare loro che possono e devono farlo, soprattutto mentre tutti attorno a loro dicono che non ce la faranno. 

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