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Le brave ragazze sognano l’abito bianco di Victoria Dahl


“Le brave ragazze sognano l’abito bianco (ma indossano la giarrettiera)” è un titolo che, già di per sé, stuzzica la fantasia e fa venir voglia di gettare alle ortiche tutti i pensieri negativi e di dedicarsi a qualcosa di frizzante e leggero.

Il romanzo di Victoria Dahl edito da Harlequin Mondadori è il secondo capitolo della trilogia dei fratelli Donovan, i proprietari della Donovan Brothers Brewery, la birreria dove si tengono gli incontri del club di lettura a cui Olivia Bishop ha deciso di partecipare per la prima volta.

Quando si rende conto che il motivo principale per cui le altre si riuniscono lì non è il libro del mese, ma Jamie Donovan, biondo , sfrontato e che serve birra in kilt, Olivia sente che è il momento di cambiare il suo modo ordinato e super programmato di vedere il mondo.
Già dal caschetto nero liscio e sempre in ordine, Olivia dà a Jamie l’impressione di essere una persona che ha bisogno di essere… scompigliata! E lui si impegna come non mai a mantenere fede all’accordo fatto con lei di insegnarle a divertirsi.

Victoria Dahl ci porta pian piano a desiderare che, oltre alle provocazioni, arrivi qualcosa di più e che poi, oltre ai brividi del corpo, possano arrivare anche i battiti furiosi del cuore.

L’estate è fatta per sognare, per sentirsi frivole e leggere e, quando non ce la facciamo con la sola nostra fantasia, questo romanzo ci aiuta a staccare da tutto per qualche piacevole oretta, sia che siate comodamente spaparanzate sotto l’ombrellone, sia che siate ancora in città perse in mille impegni.

Per l’ultimo capitolo della trilogia dei fratelli Donovan, Victoria Dahl tirerà in ballo anche il fratello maggiore, il compassato e severo Eric – confesso, sono andata a sbirciare la versione in inglese sul sito dell’autrice! - e, a questo punto, non vedo l’ora di leggere come andrà a finire!


P.S.: Qualora siate sempre state scettiche/snob nei confronti dei romanzi pubblicati dalla Harlequin, credo che la recente unione con la Mondadori abbia dato una sferzata alle collane pubblicate. Non fosse altro che adesso il genere romantico-frizzante-leggermente arrapato non è più appannaggio solo di questa casa editrice e, quindi, non vedo perché leggere altri romanzi e non pure questi… no? ;-)

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