Passa ai contenuti principali

Gli amici a quattro zampe dei miei amici...


Oggi ripensavo alla puntata di "Sex and the City" in cui Carrie viene invitata ad una festa per la nascita di un bambino e gli apprensivi genitori, preoccupati dei microbi che entrano in casa senza invito, chiedono agli ospiti di lasciare le scarpe all'ingresso. Carrie lascia le sue sacre Manolo Blahnik e, quando fa per andarsene, non le trova più. Chiedendo spiegazioni alla padrona di casa, l'amica fa spallucce, troppo occupata nelle superiori faccende legate alla nuova nascita. 
Come a dire: "Ma a confronto, cosa sono un paio di scarpe?!". Carrie impazzisce e... vabbè, se non sapete come va a finire, andatevi a recuperare la puntata che si chiama "Diritto alle scarpe".


Oggi ripensavo a questa cosa perché io, pur non essendo Carrie Bradshaw e pur non avendo delle Manolo, ho "subito" quello sguardo, quel dire con tutta la faccia "Sono bambini...", quel piegarsi un pò stronzo delle labbra in un sorrisetto di sufficienza che lo cancelleresti con un calcio in mezzo ai denti.

Il bello è che non mi è capitato coi bambini, ma con quei deliziosissimi animali domestici un pò idrofobi che, se sono cani, abbaiano in maniera così isterica da sentire la loro voce anche ore e ore dopo che ormai vi siete rifugiati nella tranquillità della vostra casa; se sono gatti, vi fanno gli agguati con la foga di ninja addestrati ad uccidere qualsiasi cosa si muova nel raggio di 100 metri.

Ci ho rimesso nell'ordine e nel tempo: pantaloni indiani (i miei preferiti!), una camicia di lino, la punta di un paio di ballerine, le perline su un paio di infradito di cuoio, nonché sangue, urla e... rabbia!


Sì, perché proprio come l'amica di Carrie, anche i proprietari di questi "simpaticissimi" amici a quattro zampe mi hanno risarcita con un'alzatina di spalle e un sorrisetto idiota come per dire "Sono bambini...".

Non ho figli - non ancora, almeno - ma appena mi sarò procurata un bambino, lo istruirò a dovere, non temete. E se proprio non avrà voglia di farvi la cacca sul pavimento o urlare a tutto spiano non appena entriamo dalla porta di casa vostra, come minimo lo invoglierò a toccare e ritoccare qualsiasi oggettino alla sua altezza e, se dovesse scappargli di mano, ooooops! sono bambini!

Commenti

Ti potrebbero interessare anche:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Post popolari in questo blog

Recensione: Ma quanta sicumera in quella graziosa testolina di Viviana Giorgi

Le atmosfere e i personaggi, a volte, non hanno bisogno di tantissime parole per manifestarsi al lettore. Succede così in "Ma quanta sicumera in quella graziosa testolina: romanzi in miniatura" di Viviana Giorgi [Emma Books], dove, nei racconti brevi, c'è tutto lo stile che abbiamo imparato a riconoscere come tipico dell'autrice, maestra del romance storico quanto contemporaneo.
In "Il Duca & Miss Mason", ad esempio, si ha un gustosissimo assaggio del romance storico come piace a me, frizzante e mai banale, originale e pieno di colpi di scena. Insomma, come negli altri romanzi firmati da Viviana Giorgi, mi è venuta voglia di leggerne ancora! 
Non sono da sottovalutare nemmeno i romanzi in miniatura contemporanei: alcuni sono stati vincitori di premi, altri sono stati già pubblicati su diversi siti, ma tutti hanno l'accuratezza e la maniera dell'autrice, una specie di tocco magico che mi fa desiderare di saperne di più.
Uscito nel periodo delle …

Buoni propositi libreschi 2018: voglio la bellezza

Nella mia libreria ci sono libri che a volte non hanno un nesso tra loro. C'è Shakespeare accanto a Maurizio de Giovanni, c'è J.K. Rowling col dorso vicino a Neruda, c'è "L'amante di Lady Chatterley" che occhieggia Diego de Silva e gli confessa: "Non avevo capito niente",quando poi alla fine io sono convinta che aveva capito proprio tutto, soprattutto di certe faccende... C'è tanta narrativa italiana che convive con quella inglese e americana, ci sono i racconti sporchi della letteratura sudamericana vicino a quelli napoletani, che tanto puliti non sono. Non mi sono mai fatta frenare da un genere, sono sempre state solo le storie a parlarmi per farsi leggere.
Ho sempre scelto i libri che mi incuriosiscono, che mi piacciono in qualche modo e i modi in cui mi piacciono sono tutti diversi tra loro. Confesso che a volte ho cercato di leggere solo un genere o di seguire un filo conduttore unico, ma presto o tardi mi sono sempre annoiata, troppo attr…