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E per dolce mangia un cuore di Giuseppe Pompameo


Se il cuore fosse dolce, lo si potrebbe mangiare.
Ma non lo è, allora ci sono due cose che si possono fare: prendersene cura o spezzarlo.

"E per dolce mangia un cuore" di Giuseppe Pompameo, edito da Scrittura & Scritture, è un libro composto da cinque racconti in cui il cuore assume forme differenti, a secondo se esplode, se si spezza, se viene calpestato. E la scrittura di Pompameo - già autore di "Le strane abitudini del caso" (Scrittura & Scritture) e di altri saggi - si pone come scopo principale quello di prendere anche il vostro cuore di lettore e di fargli fare qualche capitombolo. Se si schianterà o no, poi, sarà solo questione di fortuna.

"La giostra davanti al mare" è il racconto che apre la raccolta e contribuisce a farvi immergere completamente nell'atmosfera malinconica di una giostra sul lungomare di una località di villeggiatura, con i suoi ritmi e ondate di visitatori, i lunghi silenzi tristi in riva al mare. Tutto questo è filtrato attraverso gli occhi di due creature pure, entrambe prese a calci dalla vita, calpestate dagli esseri umani che si considerano più in diritto di altri di innalzarsi sull'umanità e sputarci sopra. Un bambino e un cane. Due anime gemelle, ognuno che si prende cura del cuore dell'altro come nessun altro ha saputo fare. C'è una crudeltà così sottile nella scelta delle parole di Pompameo che, tutto ad un tratto, vi troverete a rabbrividire con le lacrime agli occhi, quasi senza che ve ne rendiate conto. 
E sta anche lì, secondo me, l'arte di questo scrittore: nella scelta minuziosa delle parole adatte per evocare atmosfere che si incastonano nella testa del lettore e restano lì, sedimentate, finché un colpo di vento non le riporta in movimento e allora si mostrano di nuovo intensamente. 
Il potere della parola, ma, sopratutto, della parola scelta bene.

Ricorre anche negli altri racconti - ma non in tutti - la presenza di un cane, quasi come se l'autore identificasse in esso l'unico essere vivente in grado di capire un uomo in un momento di altissima sensibilità, quando l'anima di affaccia sull'abisso o quando su quell'abisso ci si tuffa.

"Il rumore bianco dell'inverno", oltre ad essere un racconto di questo libro, è anche il titolo di una raccolta segnalata dal Comitato di Lettura del Premio Calvino.

"E per dolce mangia un cuore" è uno di quei libri che li lasciate un pò lì, poi sentite il bisogno di riprenderli e di leggerne una pagina, magari due, perché sono tanto intensi che il cuore non sempre ce la fa a tenerli dentro tutto in una volta.

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