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Premio Strega 2013: dopo la cinquina… cosa resta?

La cinquina del Premio Strega 2013: da sinistra, Alessandro Perissinotto, Simona Sparaco, Romana Petri, Paolo Di Paolo e Walter Siti
Il premio non è bello se non è litigarello, è il caso di dirlo.
Se poi parliamo del Premio Strega, il premio letterario più importante d’Italia che da 67 edizioni sente il polso della cultura nazionale, il litigio diventa critica feroce e polemica.

Questa edizione non è un’eccezione.
Mercoledì 12 giugno è stata votata la cinquina che il 4 luglio, al Ninfeo di Villa Giulia a Roma, si contenderà il Premio Strega.

I pronostici hanno visto giusto, sia con Aldo Busi e il suo “El especialista de Barcelona” grandi esclusi dalla rosa dei finalisti, sia con Walter Siti in dirittura d’arrivo: ironia della sorte (e della polemica) qualche giorno fa Busi si è ferocemente espresso proprio sul libro di Siti in gara “Resistere non serve a niente” (Rizzoli) definendolo “illeggibile”
Se aggiungiamo che, come è tipico del personaggio Busi, fin dalla pubblicazione del suo libro (e anche prima) e poi con la candidatura allo Strega, non ci sono state che polemiche e dichiarazioni al vetriolo sia verso gli altri candidati che verso lo stesso premio. Se poi contiamo il fatto che – ammettiamolo, volenti o nolenti - lo Strega è un gioco di equilibri di potere delle case editrici coinvolte, ci renderemo conto che la Baldini Castoldi Dalai che sta liquidando i suoi beni per far fronte ai creditori, non ha giocato a suo favore.

Le previsioni non si sono sbagliate nemmeno per quanto riguarda Alessandro Perissinotto con "Le colpe dei padri" (arrivato primo con 69 voti), grande favorito fin da quando la Mondadori ha fatto un passo indietro per dare la spinta alla piccola di casa Piemme. E ora per il 4 luglio, se le cose vanno come devono andare, è probabile che la spinta propulsiva potrebbe arrivare fino al gradino più alto del podio. Chissà…

Il terzo posto a “Figli dello stesso padre” (Longanesi) di Romana Petri è frutto dei voti congiunti del gruppo Gems (Gruppo editoriale Mauri Spagnol) e, voci di corridoio vogliono che anche i favori di Einaudi (altro grande assente insieme a Mondadori) siano stati convogliati su questa candidata. Così come Paolo Di Paolo con "Mandami tanta vita" nella rosa dei finalisti potrebbe sembrare un tributo al ritorno di Feltrinelli nello Strega dopo un paio d’anni d’assenza.
Il quinto posto, tradizionalmente, è sempre a sorpresa e quest’anno “Nessuno sa di noi” (Giunti) di Simona Sparaco è il coniglio che è spuntato dal cilindro.

Il più amato dai social, Paolo Cognetti è arrivato settimo con 23 voti e la minimum fax sfiora di nuovo la finale dopo che nel 2009, per un solo voto, uscì fuori dalla rosa dei cinque con “Il tempo materiale” di Giorgio Vasta. Ma se vogliamo parlare di consolazione, l’esclusione di “Sofia si veste sempre di nero” è stata subito adottata da Twitter con l’hashtag #stregatidaSofia e ancora ora i messaggi si susseguono senza posa.

Chi vincerà il Premio Strega 2013?
Ieri sera la cinquina dello Strega 2013 ha debuttato sul palco del Festival Letterature alla basilica di Massenzio a Roma. E tutti i punteggi si sono azzerati da circa 24 ore, ma non le logiche che li muovono. Il gioco di equilibri - o il braccio di ferro che dir si voglia - tra le case editrici, fa passare completamente in secondo piano i libri e il valore degli autori, che dovrebbe essere la priorità. I 60 “lettori forti” potrebbero cercare di ristabilire questa priorità con il loro voto che non è “veicolato” da altre politiche se non quella della lettura (o almeno così dovrebbe essere). Del resto, in finale anche i 400 Amici della domenica si passano una mano per la coscienza e si dimostrano meno malleabili alle logiche di una partita a scacchi che si gioca  su un campo – l’arte e la creatività – che nulla dovrebbe avere di misurabile. 

Ma io spero nella novità. È come alla finale dei Mondiali più combattuti, dove la squadra più allenata al gol, è quella che magari non piazza la palla in porta e la coppa va alla squadra su cui nessuno avrebbe scommesso.
Ecco, io spero nella sorpresa, in quella che magari mi farà cadere nelle pagine di un autore che finora non avevo considerato.

Ma questo, premio o no, succederà comunque e non ci sarà votazione che tenga, al di fuori del mio piacere di leggere e della magia che a volte mi lega ad una pagina molto più di quanto avrei mai immaginato dal titolo o la copertina.

Il piacere di leggere…

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