Passa ai contenuti principali

Io che amo solo te di Luca Bianchini: il cuore caldo del grande Amore


Per leggere "Io che amo solo te" (Mondadori) dovete porvi nella condizione di spirito di quando si va ad un matrimonio. Sì, perché l'autore, Luca Bianchini, invita il lettore proprio ad un matrimonio in piena regola, e, per giunta, a uno di quelli a cui paghereste per essere invitati.

Il matrimonio dell'anno è ambientato a Polignano a Mare, per l'occasione spazzata da un maestrale ostinato e potente che, per il tempo del romanzo - venerdì, sabato e domenica -, spinge i pensieri e i ricordi dei personaggi verso mete che non si sarebbero mai immaginati.

Ninella ha cinquanta anni ed è la sarta più bella di Polignano. Don Mimì è soprannominato "il re delle patate", ha i baffi curatissimi e, a cinquantacinque anni, è ancora il sogno erotico delle donne.
Ma non è il loro matrimonio.
Saranno i loro figli, Chiara e Damiano, gli sposi, rendendo consuoceri quelli che un tempo lontano - ma nemmeno poi tanto - avevano sognato di diventare marito e moglie.

Luca Bianchini - autore molto attivo sui social, su cui ha raccolto un seguito di fan che lo seguono fedelmente per questo libro, così come per il precedente "Siamo solo amici" uscito nel 2011 - intesse una storia che è armoniosa come una melodia antica e ritmata, e, altrettanto piacevolmente, scorre via. Tutti i tasselli della storia vanno a posto naturalmente e la scrittura fluida e sentita - tipica di Bianchini - rende ogni lettore un osservatore privilegiato dei pensieri e degli umori dei personaggi.

"Io che amo solo te" è la canzone di Sergio Endrigo che sentirete aleggiare in tutto il libro e che, per meglio gustarlo, dovrete mettere in sottofondo mentre leggete [chiedete a casa mia nelle 24 ore in cui ho divorato il libro, quale melodia si sentisse fuoriuscire a ripetizione dalla mia stanza...].
Ma oltre a questa canzone, ci starebbe perfettamente anche una pizzica focosa, qualcosa che infiamma il sangue senza un perché. Come l'amore.

E' l'amore, infatti, l'invitato non previsto al matrimonio di Chiara e Damiano: potrebbe sembrare un paradosso, ma non è così scontato.
L'amore che gli sposi provano l'una per l'altro e che li ha portati a progettare un futuro insieme, mentre le voci di paese riducono il loro matrimonio ad un contratto dove i soldi sono l'unica ragione.
L'amore che Orlando - il fratello dello sposo - prova per il misterioso Innominato e che, spogliato dall'aura di segretezza, rivela toni meno idilliaci di quanto si credesse.
L'amore mai sopito di Ninella per Mimì e di Mimì per Ninella, un amore vissuto a distanza, nella sofferenza, alimentato dai pensieri più che dagli sguardi, nutrito da un fuoco sottopelle che solo il grande Amore sa scatenare e che poi nessuno mai saprà né domare né estinguere.

"Io che amo solo te" è tutto questo e molto altro ancora.
Al di là di qualsiasi retorica, però, ci sono corde che questa storia tocca e che vibrano anche oltre l'ultima pagina, tanto che, dopo averne vissuto emotivamente ogni parola, difficilmente saprete dire qualcosa di diverso da: "E' troppo bello! Mammamia!".
Ma di cosa è fatta questa bellezza, le parole stentano a raccontare.

E non perchè il vostro vocabolario sia scarso, attenzione.
Nel mio caso, per raccontarvelo, dovreste prima conoscere la mia terra - Napoli -, poi le mille storie raccontate dalle zie mentre ricamano corredi di spose di ogni tempo, poi ancora dovreste avere negli occhi la luce della "controra" estiva - che è bianca come non riuscite a immaginare - e batte su terrazzi saraceni neri di pece, dove arpeggiano lenzuola stese ad asciugare. E nell'aria, in lontananza, si sente sempre una musica...

Ecco, se io vi dovessi spiegare cosa è per me "Io che amo solo te", dovreste sapere tutte queste cose e probabilmente il vostro "Io che amo solo te" toccherebbe comunque altre corde, diverse dalle mie, ma altrettanto profonde.

Io non sono mai stata a Polignano ma, dopo aver letto questo romanzo, ho iniziato a contattare amici che vivono in zona per farmi dare delle dritte per un alloggio con un balconcino come quello di Ninella, con sotto  il mare che ruggisce e ti blandisce.
E che, nelle notti che non sono fatte per dormire, sussurra "Io ho avuto solo te e non ti perderò, non ti lascerò per cercare nuove avventure...Io che amo solo te".

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Il booktrailer del libro


Io che amo solo te di Sergio Endrigo

Commenti

Ti potrebbero interessare anche:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Post popolari in questo blog

I segreti delle donne

La donna nasconde un segreto. Sempre Il segreto del seme Il segreto del frutto Il segreto della luce Il segreto del buio
La donna nasconde un segreto. Sempre. Il segreto del fuoco Il segreto dell'acqua
Il segreto del bene
Il segreto del male Il segreto della vita Il segreto della morte
La donna nasconde un segreto. Sempre.


© Ramona Granato, 2017. All rights reserved.  Riproduzione vietata se non su richiesta.

Segnalazione: Mancanza di Ilaria Palomba

Mancanza Ilaria Palomba Augh edizioni dal 5 ottobre in libreria
Già conosciuta al pubblico come narratrice, Ilaria Palomba torna sugli scaffali delle librerie continuando a sperimentarsi anche nella poesia. Assenza, abbandono, bellezza, vita, parole che tornano e ritornano nelle pagine di Palomba, e pure e ancora è forte e prepotente il richiamo alle conseguenze del dolore e a una stagione della vita in cui vivere significa “sporcarsi” con il dolore, sentirlo, viverlo. Non ci sono filtri nei versi e nei sentimenti che rivela Mancanza (Augh Edizioni). Non c’è consolazione, né rassicurazione: l’autrice consegna ai lettori poesie, sentimenti, assenze e imperfezioni della vita che a essa stessa si mischiano. Mancanza, racconta Antonio Veneziani nella prefazione, si muove tra filosofia e metafisica, tra spirituale e reale, tra verità e presunta autenticità, tutto ciò potrebbe condurre su strade disperanti e disperse, invece Ilaria Palomba, lontana da psicologismi di maniera e da avanguardism…