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InMondadori "regala" 5 euro di sconto a chi recensisce i propri libri preferiti


Dopo che al Salone del Libro di Torino di quest'anno i bookblogger sono stati sotto i riflettori, ora le case editrici - almeno quelle che ancora non lo avevano fatto - li passano al microscopio per capire, per scoprire, per auscultare il polso del web.

Così, InMondadori offre agli utenti del sito un buono sconto del valore di 5 euro per ogni recensione che viene inserita sul sito nella scheda del relativo libro, cd, dvd o videogioco in vendita sul portale.
Lo slogan recita, invitante: "Diventa subito protagonista! 2 milioni di utenti al mese potrebbero leggere la tua opinione".
Gli utenti, certo, ma anche il sito "leggerà" la tua opinione e, in tempi come questi, in cui si sta scoprendo questa nuova razza di internauti, "i bookblogger", capaci di spostare le vendite - non è ancora accertato, però - ogni lettore raggiunto fa brodo.
E' d'obbligo la precisazione: "Noi della redazione di inMondadori sceglieremo le recensioni più belle e le pubblicheremo non tra i normali pareri degli utenti, ma in evidenza nella scheda del prodotto, dove di solito scriviamo noi della redazione di inMondadori, con il nome dell'autore scritto in evidenza".
Il parere di ogni lettore vale quanto quello di un professionista del settore.
Una bella novità, no?

L'unica cosa che vorrei sapere è: dal momento in cui l'opinione di un lettore è messa sullo stesso piano di quella di un professionista, quando questa opinione inizierà ad essere valutata concretamente (o anche monetariamente, va'...) come quella pagata ai professionisti?
O il pagamento, nel caso dell'opinione dei lettori, è quella promessa, "2 milioni di utenti al mese potrebbero leggere la tua opinione" ?
In tempi virtuali, sono virtuali anche i pagamenti e le soddisfazioni?

Per ora vediamo come va. Quello che ancora non mi è chiaro, è come arriveranno i 5 euro di sconto (via mail, andando sul sito, all'atto di acquistare qualcosa...), ma vi farò sapere.
Non avete mica creduto che io NON partecipassi, vero?
Ingenui! ;-)


Fonte: Affari italiani

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