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Premio Calvino 2013: ecco i vincitori della 26esima edizione. Spazio agli esordienti!


Succede che quando si parla di premi letterari, c'è sempre qualcuno che storce la bocca, che arriccia il naso e poi sventola con la mano come per cacciare una mosca.
E non sempre sono persone che a questi premi hanno partecipato e perso, magari, così sarebbe più comprensibile la diffidenza.
Purtroppo è cultura - o incultura - diffusa che i premi siano il corrispettivo letterario della grazia divina distribuita secondo predestinazione e non per le opere compiute (in questo caso, per le opere scritte e presentate alla giuria).

Potrebbe essere vero, oppure no, ma sta di fatto che alcuni premi letterari servono - attenzione, ho attribuito ad un premio l'utilità di qualcosa! - per dare spazio a chi per la prima volta presenta la sua opera al mondo esterno. Esordienti con opere inedite, in pratica, che hanno bisogno di qualcuno che li legga e che dia un pò di spazio alla loro arte.

Il Premio Calvino fa proprio questo.
Si rivolge agli scrittori esordienti, che abbiano opere inedite, e "per i quali non è facile trovare il contatto con le case editrici, prima ancora che con il pubblico. Il Premio si propone, in breve, come una sonda gettata nel sommerso della scrittura e come interfaccia tra questo universo e il mondo dell’editoria, del pubblico e della critica" si legge sul sito.

Sono 26 edizioni che avviene questa specie di magia. Sì, perché poi dopo, gli esordienti che davvero valgono, le case editrici le trovano. Anzi, sono le case editrici che cercano loro!
Per citare qualche esempio lampante: Marcello Fois, Paola Mastrocola, Susanna Tamaro, Fulvio Ervas, Mariapia Veladiano, Giovanni Greco, Francesco Piccolo, Flavio Soriga, Simona Baldelli (finalista 2012 che è in libreria con "Evelina e le fate" per Giunti).

La premiazione quest'anno è avvenuta il 19 aprile e il vincitore del Premio Calvino 2013 è Francesco Maino con "Cartongesso" "per la sua natura felicemente ibrida (non è un romanzo né un saggio né un pamphlet) ‒ un difficile azzardo che nulla toglie alla sua capacità di coinvolgimento ‒ e per la straordinaria potenza inventiva della lingua"

La menzione speciale della Giuria - composta da Irene Bignardi, Maria Teresa Carbone, Matteo Di Gesù, Ernesto Ferrero, Evelina Santangelo -, invece, è andata a Simona Rondolini con "I costruttori di ponti" per l’originalità della struttura, per la competenza con cui affronta complessi temi musicali, psicanalitici e animalistici, per il pregio di dare voce a un sentimento lacerato della vita, per l’eccellenza della scrittura. 
Una seconda menzione va a "Come fossi solo" di Marco Magini, un esempio di letteratura di testimonianza che affronta con coraggio e in maniera attentamente documentata una pagina vergognosa e rimossa dell’Occidente, il massacro di Srebrenica.

Già alla premiazione, gli editor delle maggiori case editrici hanno iniziato le danze di corteggiamento attorno ai finalisti e nei prossimi mesi vedremo quale titolo arriverà in libreria.

In contemporanea al premio, su Twitter e Facebook è stato lanciato un concorso di web narrazione dal titolo "Raccontaci #lafinale26", in cui i follower del premio potevano inventarsi un breve racconto - lungo quanto un tweet o un commento facebook - sulla finale del premio. Quello con più "mi piace" o più retweet riceverà in premio i libri delle scorse edizioni. Il vincitore sarà annunciato il prossimo 2 maggio sul sito ufficiale del Premio Calvino.

Io ho partecipato. Incrociamo le dita!

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© Ramona Granato, 2017. All rights reserved.  Riproduzione vietata se non su richiesta.

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