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Diego Armando Maradona di Paolo Castaldi: il Napoli nel cuore azzurro di un giovane artista


Si può essere napoletani in 2 modi: o perché si è nati a Napoli e quindi si ha nel sangue quell'ossigeno che difficilmente troverete altrove; oppure perché l'anima assume una particolare sfumatura di azzurro per una passione che non si riesce a fermare e che fa battere il cuore anche a centinaia, migliaia km di distanza.

A Paolo Castaldi è successo questo: nato a Milano da famiglia napoletana, non ha mai conosciuto altra fede che quella del Napoli.
E a Napoli è tornato alla grande, per il Comicon 2013, con il libro "Diego Armando Maradona. Undici pennellate d'autore, dipinte d'azzurro" (Edizioni Becco Giallo) a cui è stata dedicata anche una mostra all'interno del Salone Internazionale del Fumetto di Napoli, che si è chiuso ieri.

Maradona in campo con la maglia della Nazionale argentina
Non pensate che il libro sia una biografia del Pibe de Oro: ce ne sono già molte in giro.
Il libro di Paolo Castaldi racconta la vita e le imprese di Diego Armando Maradona a fumetti, ma nelle tavole è forte soprattutto l'impatto emotivo che il campione argentino ha avuto - e ha ancora tutt'ora - sul popolo napoletano.

Durante la presentazione organizzata da ALT venerdì scorso a Torre del Greco, Paolo Castaldi ha spiegato che questa è un'opera nata da dentro: "Maradona, per i ragazzi napoletani emigrati al Nord, era anche una figura di riscatto sociale: grazie a Maradona, i terroni erano chiamati meno terroni perché Napoli era la città di Maradona".

"Al San Paolo, per un giorno, la città pianse via il dolore."

Il libro è suddiviso in undici capitoli, in onore degli undici tocchi che portarono Maradona a segnare il più bel gol della storia del calcio, quello contro l'Inghilterra ai Mondiali in Messico nel 1986.
Castaldi racconta la storia di Maradona a Napoli attraverso i volti della gente, l'esultanza incontrollata fin da quel 5 luglio 1984 quando in 70mila accolsero Maradona al San Paolo.

Maradona all'arrivo al San Paolo alla prima presentazione pubblica del 1984
"Come una messa laica, tutti invocarono il loro nuovo dio.
Un dio che saprà essere coraggioso, debole, generoso.
Un dio che per troppo tempo era mancato a Napoli."

I disegni di Castaldi hanno una delicatezza tutta particolare, oltre che nel tratto, anche nei colori che, ad acquerello, compaiono qua e là. Tranne che per il capitolo 6, un vero e proprio elogio a Maradona e a Napoli tutta, con la figura di Jovine che dedica al campeon "O' reggae 'e Maradona", e che possiede sferzate di colore azzurro forti come i battiti del cuore emozionato di ogni tifoso.
"Al Nord Maradona ancora oggi è considerato con tanti però, soprattutto per quello che ha fatto dopo, ma non sarà mai più possibile staccare il nome di Maradona da Napoli" conclude Castaldi.

Voglio diventare l'idolo dei ragazzi poveri di Napoli, 
perchè loro sono come ero io a Buenos Aires.
Diego Armando Maradona

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