Passa ai contenuti principali

Benvenuti in casa Esposito: una recensione (postuma!) di bentornato alla famiglia di Pino Imperatore


"Bentornati in casa Esposito" di Pino Imperatore è in libreria da qualche giorno e l'esercito di lettori affezionati è in pieno fermento.
Il libro, edito da Giunti Editore, è il secondo volume della saga dedicata alla famiglia Esposito, dopo il grandissimo successo di "Benvenuti in casa Esposito" - in libreria esattamente ad un anno di distanza - il cui sottotitolo "Le avventure tragicomiche di una famiglia camorrista" è già di per sé tutto un programma.

In occasione del prosieguo delle avventure di Tonino Esposito e della sua famiglia, ho deciso di pubblicare la recensione che un anno fa non riuscii a far passare sul giornale dove scrivevo: fui censurata, in realtà. E se vi sembra assurdo, allora dovreste sentire il motivo per cui successe...
Ma, fortunatamente, questo non è più importante e ora faccio precedere la recensione dell'ultimo libro di Pino Imperatore, con la recensione di quello precedente. Lo dovevo al libro e a me, che ne sono stata conquistata alla prima lettura.

La famiglia Esposito vive a Napoli, nel rione Sanità, il quartiere che fu del grande Totò, una zona che tanta cinematografia e letteratura ha ispirato, ma che ora ospita la criminalità che attacca le radici della città partenopea come un cancro.
Tonino Esposito è figlio di un boss, un boss defunto ma sempre boss. Tonino non ha ereditato niente dal padre, né la successione alla guida del clan né la baldanza e il rispetto che hanno reso il genitore tanto temuto e potente. Tonino è figlio della nostra epoca dove, anche chi ha tutte le carte in regola per riuscire - nascita, capacità, possibilità e occasioni - spesso non riesce e si perde in un mare di "vorrei ma non posso". Pino Imperatore riesce a tradurre questa immobilità di pensiero e azione in un aspirante criminale e l'effetto risulta essere qualcosa di unico. Sì, perché Tonino fa ridere, anche fino alle lacrime, ma è quel riso che, quando si spegne, lascia sul volto un velo di pietà. E la pietà non fa ridere, anche quando la applichiamo ad un criminale che vorrebbe fare del male alla gente onesta, che lavora e che suda per tirare avanti ogni giorno.

Tonino ha attorno una famiglia allargata, da bravo napoletano, - lui a certe cose ci tiene! - che comprende,  oltre alla moglie Patrizia Scognamiglio e ai figli Tina e Genny, anche la mamma Manuela Innocenti, vedova del boss Gennaro Esposito, i suoceri Assunta e don Gaetano Scognamiglio, della premiata pasticceria omonima. Ma non è tutto: ci sono anche gli animali di casa, il coniglietto Giggetto e l'iguana meditans Sansone. La famiglia Esposito si presenta come un quadro tradizionale, di quelli che ruotano attorno al capofamiglia - che dovrebbe essere Tonino - ma che poi, come spesso succede nella realtà, gli equilibri sono diversi da quelli che appaiono a prima vista, chi tira le fila è proprio quello che non avremmo mai sospettato, e l'amore è composto da una rete fittissima di altri mille sentimenti, non tutti identificabili né giudicabili.

Ma sulla facciata di spensieratezza che sembra dare alla famiglia Esposito un'aria di normalità, Pino Imperatore cala l'ombra della camorra e costruisce la figura di Pietro De Luca detto 'o Tarramoto - boss del rione Sanità che è subentrato alla morte del padre di Tonino - con delle sfumature che, in alcuni casi, mettono i brividi. E allora la dabbenaggine un pò fessa di Tonino Esposito ci sembra il minore dei mali rispetto alla crudeltà che si nasconde dietro ad una casa perfetta, a vestiti alla moda e ad un sorriso che non tocca gli occhi.

Il grandissimo successo di "Benvenuti in casa Esposito" è stato decretato, secondo me, dal fatto che si ride, ma senza perdere d'occhio la realtà, che non ha proprio niente di spensierato.
Dopo la prima lettura, ho ripreso più volte in mano questo libro, a cui sono molto affezionata e di cui ho sentito la mancanza ogni volta che sono arrivata all'ultima pagina.

Il pregio che, se non fosse per tutto il resto, mi farebbe apprezzare questo libro senza mai stancarmi, è che mi fa riflettere: sulla mia città, amata in una maniera che mi fa contorcere di dolore; sul cancro che ci ha avvelenato pian piano, quasi senza che ce ne accorgessimo, perché si nascondeva dietro una superficie di privilegi e finto benessere e ora che ce ne siamo accorti... ; sulla vita, che è fango, è merda, ma raggiunge anche picchi di luce che difficilmente riusciamo ad immaginare a mente lucida. Ed è per quei picchi che vale la pena non sprofondare nella merda. Ed è con quei picchi che ci fotte...

Quando Pino Imperatore ha annunciato il ritorno degli Esposito, è stata festa grande tra noi suoi lettori, segno che la sua scrittura crea dipendenza. Una dipendenza che, per fortuna, trova soddisfazione in "Bentornati in casa Esposito". Ma di questo libro vi parlerò prossimamente...

Buona lettura!


Benvenuti in casa Esposito 
Pino Imperatore
Giunti Editore
€ 10

Commenti

Ti potrebbero interessare anche:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Post popolari in questo blog

Sotto il sole d'agosto

L'odore dell'origano secco da setacciare. I suoni della cucina quando qualcuno si sveglia presto. La luce della controra. Quel silenzio che dura sempre pochissimo. Tutti i rituali che sono in ogni cellula del mio cuore.

La felicità.
Il blu profondo del mare. La sabbia nera e gli scogli come artigli che afferrano le onde.
Il Vesuvio giallo di ginestre, viola di tramonto e rosa di alba.


I libri letti e riletti cento volte.
Le mie carte, le agende un po' ingiallite e i biglietti che ancora mi sciolgono il cuore.
Le piccole cose col loro piccolo posto sulla scrivania.

Gli abbracci, quelli grandi e indissolubili.
I baci, quelli veri, forti, a labbra morbide.
L'amore, quello che non passerà mai, che non è mai stato in discussione e mai lo sarà.
I legami, quelli che affondano le radici nel mio cuore, nell'essere più profondo di me e non cambieranno mai.


Sentire la mancanza di tutto quello che si ha così profondamente dentro, è strano.
È come sentirsi mancare un pezzo di c…

Gli scrittori più ricchi del 2015 sono inglesi e americani. E gli italiani?

Ogni volta che si cerca di parlare di lettura si mettono le mani avanti. "Si legge poco, quasi niente". Se osate mettere la domanda in mezzo a una tavolata di amici, potrete trovare quelli che se ne usciranno che sanno cosa sono i libri ma non sentono la necessità di stare nella stessa stanza con loro. Le librerie in Italia chiudono e quando riaprono spesso lo fanno sotto il simbolo dei grandi marchi editoriali (e ben vengano, eh, purché ci siano luoghi per e con i libri).
In Italia nel 2013 il 43% degli italiani adulti dichiara di aver letto almeno un libro negli ultimi dodici mesi (nel 2014 la percentuale è scesa al 41%), mentre negli Stati Uniti nello stesso anno, lo ha fatto il 76% della popolazione. Paese che vai, lettori che trovi.
In questo quadro generale, mi è capitato di leggere la classifica degli scrittori più ricchi del 2015 secondo Forbes e, sì, c'è gente che con i libri ci campa e lo fa anche più che dignitosamente. Non a caso e forse in virtù di quel 76%…