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Quando Doris Day e Rock Hudson facevano sognare...


Ho acceso la tv e stavo già per rassegnarmi a fare il solito insoddisfacente zapping del sabato pomeriggio, quando ad un certo punto mi sono imbattuta in un film che mi ha fatto sorridere immediatamente. Ma non quel sorriso da film comico modello cinepanettone che dopo un pò mi fa sempre dire: "Ma che imbecilli!". No, il mio è stato un sorriso di puro piacere.

"Amore, ritorna!" è un film del 1961 che mette in campo la coppia romantica/comica di quel periodo, e vale a dire la bionda fatina Doris Day e il macho dal sorriso irresistibile Rock Hudson. Ai loro tempi erano come Meg Ryan e Tom Hanks oppure Julia Roberts e Richard Gere ma senza quell'aria da "ti seduco-ma-non-è-colpa-mia" che ha sembra Richard Gere fin dai tempi in cui sculettava in "American Gigolò". E vabbè.

C'è da fare un inciso. Io sono cresciuta guardando film americani di quegli anni: quando nessuno bambina di 10 anni sapeva chi fosse Doris Day e meno ancora chi fosse Rock Hudson, io avevo visto già un paio di volte a rotazione i loro film. Solo in seguito ho capito che il personaggio della Day - bionda, sorridente, sempre accondiscendete, fortemente conservatrice - fosse solo una trasposizione dell'idea della donna come angelo del focolare che l'America cercava di lanciare come marca del proprio successo nel mondo.  Mentre Rock Hudson era troppo... cioè troppo... Era troppo! Punto. Non è possibile che uno fosse così perfetto - dal sorriso splendente al capello sempre perfettamente a posto - da fare invidia anche a Ken! Anzi secondo me Ken lo hanno modellato proprio su di lui! Ma poi ho capito che forse Hudson era stato "assemblato" come l'immagine ambulante del testosterone - anche il nome, Rock, "roccia" ma anche rock... tipo sesso, droga e Rock 'n roll, insomma! - proprio per nascondere la sua omosessualità, un'onta troppo insopportabile per un periodo così conservatore e fermamente convinto a mettere la famiglia tradizionale al primo posto della società. Buonismo? Ipocrisia? Forse.

Che poi è stato il primo personaggio famoso a morire di AIDS, questa è un'altra storia, che la Hollywood dei sorrisi patinati non è riuscita ad occultare. Ma è successo nel 1985, un'altra epoca, un'altra morale. 

Fatto sta che i film di Doris Day e Rock Hudson mi incollano allo schermo ogni volta. Forse pure perchè mi riportano a quei pomeriggi della mia infanzia a casa della nonna. O forse perchè è ancora bello credere in un happy ending, senza essere per forza passati prima per le fiamme dell'inferno!


P.S.: Una curiosità: ho cercato il dvd del film e dappertutto è fuori catalogo. Peccato!

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