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La frase da un libro: L'ombra del vento di Carlos Ruiz Zafón


Non so se vi è mai capitato di provare sconforto di fronte a tutti i libri che non riuscirete mai a leggere...
A me capita spesso. Nonostante mi impegni con i miei 100 e passa libri l'anno e negli anni passati sono andata anche ben oltre questa cifra, ovviamente la curiosità cresce al passo con le nuove pubblicazioni, e non ce la faccio mai a leggere tutto, ma proprio tutto quello che vorrei.

Ho cercato di recuperare quanto più possibile con i classici - che quelli sono e là rimangono, anche se ci sono sempre nuovi libri considerati classici... e vabbè! - ma sono le nuove uscite che mi angosciano [detto col tono della psicopatica circondata di libri fino al soffitto!!! Bookhaolic, si dice bookhaolic!].

Il piacere della lettura, in ogni caso, non è intaccato da nessun altro pensiero se non quello del libro che in quel momento mi assorbe. Eppure... li amo, tutti quei libri! Sì, quelli che non riuscirò mai a leggere sono comunque oggetto del mio amore incondizionato!

Con questo post di oggi vorrei inaugurare una rubrichetta con le frasi più belle tratte dai libri che mi capita di leggere o rileggere. E quale frase migliore se non questa, tratta da "L'ombra del vento" di Carlos Ruiz Zafón per esprimere l'ansia da lettura di fronte ad una biblioteca infinita e meravigliosa come quella visitata dal protagonista, Daniel:


Tornai sui miei passi seguendo le tacche che avevo inciso. Ma mentre avanzavo nella penombra, fui assalito dallo sconforto. Se infatti, per puro caso, io avevo scoperto tutto un mondo in un unico libro, tra gli innumerevoli conservati in quella necropoli, altre decine di migliaia sarebbero finiti nel dimenticatoio. Ebbi la sensazione di essere circondato da milioni di pagine abbandonate, da anime e mondi senza padrone che si inabissavano in un gorgo tenebroso mentre fuori di lì il genere umano, tanto più smemorato quanto più convinto di essere saggio, scivolava verso un inconsapevole oblio. 


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