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Giornata Nazionale dei Dialetti e delle lingue locali: nun c' 'e scurdammo!


Oggi è la Giornata Nazionale del Dialetto e delle lingue locali istituita dall'Unione Nazionale Pro Loco d'Italia allo scopo di proteggere e salvare tutte quelle realtà linguistiche che rendono la nostra Penisola un luogo pressoché unico. "Salva il tuo dialetto, prima che scompaia" è il grido d'allarme lanciato dall'associazione e che oggi facciamo anche un pò nostro.
In che modo?

Postiamo su Facebook o su Twitter una frase nel dialetto che conosciamo.

Nei contesti più disparati, il dialetto è stato sempre più identificato con una marca culturale - o meglio, scarsamente culturale - che lo ha portato ad essere sempre più discriminato.

Io ho sempre parlato in italiano - guai in casa mia, quando ero piccola, a dire una parola in napoletano! - e anche per lavoro ho sempre cercato di eliminare quelle inflessioni che potessero farmi identificare all'istante, anche se non ci sono ancora riuscita del tutto!
Certo, lo studio delle lingue straniere ha aiutato molto, ma ad un certo punto - 7-8 anni fa credo - ho deciso che per me il napoletano ha tutta la complessità, la dignità e la nobiltà di una lingua straniera al pari delle altre che ho studiato.
E quindi non disdegno di approfondirla e praticarla, quando capita.

E quali migliori insegnanti di Eduardo De Filippo o Peppino De Filippo o Totò? Ma anche Libero Bovio, Salvatore Di Giacomo, Raffaele Viviani... La lista sarebbe lunga.

E pur essendo tentata di lasciarvi con la massima più conosciuta di Eduardo - e quella più calzante per questo momento storico - e cioè "Ha da passà 'a nuttata" tratta da Napoli Milionaria, preferisco ricordare questa altra citazione eduardiana, che rispecchia, oltre al dialetto, l'indole napoletana.

Napule è 'nu paese curioso:
è 'nu teatro antico, sempre apierto.
Ce nasce gente ca senza cuncierto
scenne p' 'e strate e sape recita'.

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