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Prima del viaggio... ma anche durante e dopo!

Per i viaggi, la prima è avventura è la preparazione. Tutto quello che c'è prima, dalla scelta della meta alla decisione, al salto nel vuoto di andare in un posto mai visto prima, dalla valigia alla scelta della guida da portare con sè come ispirazione. Sì, perchè poi, secondo me, le guide servono a dare un'idea di quello che si potrebbe vedere, ma l'itinerario e la mappa del nostro viaggio li tracciamo solo noi.

Io sono ancora in viaggio e, tra partenze nelle partenze e nuove mete dalle mete già prefissate, mi cullo con i versi di Eugenio Montale "Prima del viaggio" e credo che non ci sia mai stato niente di più vero per me in questo momento.


Prima del viaggio si scrutano gli orari,
le coincidenze, le soste, le pernottazioni
e le prenotazioni (di camere con bagno
o doccia, a un letto o due o addirittura un flat);
si consultano
le guide Hachette e quelle dei musei,
si scambiano valute, si dividono
franchi da escudos, rubli da copechi;
prima del viaggio si informa
qualche amico o parente, si controllano
valigie e passaporti, si completa
il corredo, si acquista un supplemento
di lamette da barba, eventualmente
si dà un’occhiata al testamento, pura
scaramanzia perché i disastri aerei
in percentuale sono nulla;
prima
del viaggio si è tranquilli ma si sospetta che
il saggio non si muova e che il piacere
di ritornare costi uno sproposito.
E poi si parte e tutto è OK e tutto
è per il meglio e inutile.

E ora che ne sarà
del mio viaggio?
Troppo accuratamente l’ho studiato
senza saperne nulla. Un imprevisto
è la sola speranza. Ma mi dicono
che è una stoltezza dirselo.


P.S.: L'immagine è un'opera del fotografo russo Vladimir Fedotko... Rende l'idea di essere sempre in bilico tra un arrivo e una partenza, non credete?!
 

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