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Recensione: Andreas e Zoya. Il fiore di pietra di Francesca Cani

Quando si parla di romanzi storici, è più facile immaginare signorine in crinolina che arrossiscono di fronte a gentiluomini che gentiluomini poi in fondo non sono. Sia ben chiaro, io adoro quel genere di storico, soprattutto se ambientato durante il periodo vittoriano e attigui, ma, praticamente, qualsiasi periodo storico può essere ambientazione e scenario di un romance. 
Ce lo dimostrano con successo i romanzi della saga di Holstein di Francesca Cani, che traggono spunto dalle vicende di Matilde di Canossa, ma anche di Goffredo di Buglione e, in quest'ultimo, dalla presa del potere del Rex Romanorum Lotario II. "Andreas e Zoya. Il fiore di pietra" [Leggereditore] è il terzo capitolo della saga e ci mostra anche i protagonisti dei precedenti episodi dopo anni dai loro happy ending.
Andreas è, infatti, il figlio di Jonas e nipote di Tristan. Dopo il rapimento subito da bambino insieme a Zoya, Andreas è diventato un duro guerriero che si allena a diventare l'erede al…
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Recensione: L'estate che sciolse ogni cosa di Tiffany McDaniel

Quante volte ci siamo trovati di fronte al male e ci siamo lasciati spiazzare dal volto inaspettato che aveva? È facile pensare che nell'ombra ci sia quello che non possiamo che immaginare come brutto e malvagio. Ma se il diavolo arrivasse portando con sé la luce del sole più calda e brillante mai vista?
"L'estate che sciolse ogni cosa" di Tiffany McDaniel [Edizioni Atlantide] è un libro che ha il potere della scrittura che tocca, penetra, conquista e si assedia senza rimedio alcuno nel nostro animo. O almeno, a me è successo così.
A Breathed, Ohio, Autopsy Bliss è il pubblico ministero nel tribunale locale. Fin da piccolo, Autopsy è venuto a contatto con una fede molto semplice e gretta, che traccia nettamente i confini di bene e male, senza sfumature. Nel suo lavoro, però, Autopsy ha guardato in faccia al male e non sempre l'ha riconosciuto. Così, nell'estate del 1984 decide di scrivere e pubblicare sul giornale locale una lettera di invito al Diavolo, affi…

Aprile in boccio

Una primavera che tarda ad arrivare, quando poi finalmente arriva, lascia senza fiato. La natura ci dà l'esempio che nella vita bisogna sempre lasciare spazio alla speranza di sbocciare, presto o tardi, per giungere alla fioritura che meritiamo.
Da qualche anno, aprile mi si mostra in tutto il suo calore, fatto di luce e di nuovi profumi nell'aria. L'anno scorso ero anch'io sul punto di sbocciare, col pancione che in questo periodo aveva raggiunto una rotondità impressionante. Adesso vedo mia figlia che, in concomitanza con la primavera, fa fiorire le sue prime parole, i suoi primi passi sicuri.
Per Pasqua sono tornata a casa dei miei genitori, nella città che mi ha visto nascere e crescere e che adesso mi intravede spingere un passeggino durante le feste comandate.
Ritornare a casa partendo da casa è un viaggio andata e ritorno che probabilmente non avrà mai un suo verso ben definito.
Ogni volta cerco di capire da dove parto per arrivare dove ma non ho ancora trovato…

Segnalazione: D'amore e baccalà di Alessio Romano

D'amore e baccalà Alessio Romano EDT dal 22 marzo in libreria
Lisbona, la più poetica delle capitali europee. Saramago e l’oceano. Tabucchi e il tram numero 28.
E le tascas, le taverne in cui si mangiano cinquanta sfumature di baccalà  ascoltando la musica più struggente che esista : il fado.  È in questa città sospesa tra sogno e realtà che Alessio incontra Beatriz,  una cameriera bellissima, scontrosa ed evanescente.  Ritrovarla nel dedalo del centro storico sarebbe impossibile, senza l’aiuto di complici inattesi:  gli spiriti guida di Amália Rodrigues, Ingrid Bergman, Fernando Pessoa...
Innamorarsi a Lisbona – con la sua luce, l’oceano, l’arte – è facilissimo. Succede ad Alessio, che in una tasca – tra un piatto fumante di bacalhau e le dolci note di un fado – incrocia lo sguardo della cameriera Beatriz, croce e delizia di questo viaggio tra i sapori più autentici della capitale del Portogallo. D’amore e baccalà ha come protagonista la più poetica delle capitali europee, la città di Pess…

Anteprima: Il tavolo del faraone di Georgette Heyer

Il tavolo del faraone Georgette Heyer Astoria Edizioni dal 12 aprile in libreria
La bella Deborah Grantham è una giovane donna intelligente e di buon carattere che, per una serie di rovesci finanziari famigliari, aiuta la svampita zia a gestire una casa da gioco, tenendo in particolare il tavolo del faraone, gioco di carte all’epoca molto in voga. Il suo temperamento focoso e passionale la spinge a comportamenti impulsivi e, quando si rende conto della pessima reputazione che, per un equivoco, l’aristocratico Max Ravenscar – uomo facoltoso, arrogante e altrettanto intelligente – si è fatto di lei, decide di sfidarlo senza esclusione di colpi, adottando atteggiamenti sempre più sfrontati e lasciandolo a crogiolare nel suo fraintendimento. Due protagonisti degni della migliore Heyer si affrontano in questo libro mettendo in gioco tutta la loro umanità fatta di grandi pregi e indubbi difetti, fino alla tanto attesa e sospirata capitolazione finale. Altrettanto ben descritti sono i personag…

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