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Recensione: La straniera di Claudia Durastanti

Ci sono libri il cui significato riesco a comprendere solo arrivata all'ultima pagina e oltre. "La straniera" di Claudia Durastanti [La nave di Teseo] è uno di questi.
Mi sono immersa nella lettura un po' per volta, e durante la migrazione della storia e dei protagonisti dalla Basilicata agli Stati Uniti e ritorno, mi sono lasciata coinvolgere dai mille espedienti per sopravvivere a una povertà senza umiltà né contegno. Claudia Durastanti racconta la storia della propria famiglia, con i genitori sordi, e i parenti in America per fare fortuna.  Capitolo dopo capitolo, ricordo dopo ricordo, conosciamo l'indigenza e l'emarginazione dovuta non solo alla disabilità, ma soprattutto alla gestione esosa dei soldi e all'analfabetismo dei sentimenti.

«Quando dormivano a casa dei genitori di lui non rifacevano mai il letto, non sapevano cosa significassero le parole "Ti amo", e quindi non le usavano.»

L'io narrante parla di sé e di quelli che le stanno …
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Recensione: Addio fantasmi di Nadia Terranova

Ci sono assenze pesanti come macigni, assenze capaci di riempire tutto lo spazio che trovano, tranne il vuoto che scavano dentro.
In "Addio fantasmi" di Nadia Terranova [Einaudi], l'assenza del padre diviene l'essenza di Ida Laquidara.  La conosciamo mentre ritorna a Messina dalla madre che, per alcuni lavori di ristrutturazione della casa di famiglia, ne richiede la presenza. Ida vive a Roma col marito Pietro e lavora in radio dove scrive storie che poi vengono lette durante un programma del mattino. Il suo matrimonio è a un punto fermo, né così bello da essere felici, né così brutto da porvi fine: lei e Pietro compiono una complicatissima danza in cui ognuno non sfiora mai l'altro e, anche quando succede, quel tocco non arriva mai all'anima.

«A un certo punto i nostri corpi avevano smesso di funzionare insieme, di incastrarsi nel sonno e nella veglia che lo precede, eravamo diventati respingenti l'uno per l'altra.»

Ritornare a Messina per Ida signif…

Recensione: Il club delle pecore nere di Pierpaolo Mandetta

«Quando sei una pecora nera, trovare i tuoi simili ti fa sentire finalmente normale.»
Emigrare dal Sud al Nord Italia, per molti costituisce un traguardo di realizzazione: si esce dalla provincia con tutti i suoi pregiudizi, si pretende di realizzare tutti i sogni come se si approdasse nel paese delle meraviglie, si cerca di vivere sempre a mille all'ora. La realtà è diversa.
Lo sa bene Samuele, il protagonista di "Il club delle pecore nere" di Pierpaolo Mandetta [Rizzoli] che da Trentinara, un paese del Cilento, si trasferisce a Milano e viene risucchiato dal meccanismo della grande città. È per questo che in "Dillo tu a mammà", il precedente libro di Mandetta, torna al paesello per ritrovare se stesso e cercare di non distruggere la sua storia con Gilberto. E ci riesce, perché questo nuovo capitolo della vita di Samuele si apre il giorno del suo matrimonio, mentre l'uomo della sua vita lo aspetta all'altare, o davanti all'ufficiale di stato civile…

Recensione: Nerd AntiZombie. Apocalisse a RozzAngeles di Francesco Nucera

Cosa ci vuole per fare un buon libro? Non è per niente facile stabilirlo: una buona scrittura, una storia credibile e accattivante, qualche colpo di scena, l'amore, la ricerca della felicità potrebbero essere degli elementi che, se degnamente mescolati, potrebbero produrre un buon libro. E se ci fossero anche degli zombie?
Prima di leggere "Nerd AntiZombie. Apocalisse a RozzAngeles" di Francesco Nucera [Nero Press Edizioni] probabilmente avrei riso e vi avrei chiesto di fare le persone serie. E forse succederà anche dopo aver letto questo libro, ma durante la lettura mi è sembrato tutto molto credibile.
Prendete un gruppo di nerd che, il 31 dicembre, non sa cosa fare mentre il mondo fuori è coinvolto in brindisi e festeggiamenti: pensano di giocare l'ennesima partita di giochi di ruolo o di trovare un lavoro per iniziare bene l'anno nuovo, ma poi sui social iniziano a girare video di attacchi zombie. Non si sa cosa abbia scatenato questo contagio, ma pian piano …

Recensione: Marianne di George Sand

Quanta attenzione prestiamo ai classici studiati a scuola o all'università? Molto poca, evidentemente. Me ne sono resa conto di recente quando mi sono trovata immersa tra le pagine di "Marianne" di George Sand [Robin edizioni].

Scritto durante il ritiro a Nohant e pubblicato come feuilleton nel 1876, "Marianne" arriva in Italia per la prima volta grazie alla traduzione di Elisabetta Parri ed entra di diritto tra i piccoli gioielli da tenere in libreria.

Amantine Aurore Lucille Dupin, nota con lo pseudonimo maschile di George Sand, scrive "Marianne" quando ormai ha settant'anni e vive nella sua proprietà di campagna a Nohant, insieme al figlio Maurice e agli amici intellettuali che le fanno visita. Pur prendendo ispirazione da Les Caprices de Marianne di Alfred de Musset - con cui ha intrattenuto una lunga e appassionata relazione d'amore -, la scrittrice si concede di immaginare un lieto fine, immergendo la novella in un'atmosfera romanti…

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